sabato 25 ottobre 2008
Capitolo XXI.
Ed io procedetti per dove le cose erano caotiche. E vidi laggiù qualcosa di orribile: vidi non un cielo al di sopra o una terra fermamente fondata, ma un luogo caotico e orribile. E lì io vidi sette stelle del cielo legate assieme in esso, come grandi montagne brucianti nelle fiamme. E allora dissi: " Per quale peccato essi sono vincolati, e per quale debito essi sono stati scagliati in questo luogo? " Allora parlò Uriel, uno dei santi angeli che erano con me, ed era a capo di loro, e disse: " Enoch, Perché domandi, e sei avido di verità? Questi sono il numero delle stelle del cielo, che hanno trasgredito il comandamento del Signore, e sono vincolati finché diecimila anni, il tempo stabilito per i loro peccati, non siano trascorsi. " E di lì arrivai ad un altro luogo, che era ancora più orribile del precedente, e vidi una cosa orribile: un grande fuoco che vi bruciava e scintillava, ed il luogo era pieno di fenditure fino all'abisso, essendo pieno di grandi colonne discendenti di fuoco: né potevo vedere la sua estensione, o la sua grandezza, né avrei potuto congetturarle. Allora dissi: " Quanto spaventoso è il luogo e quanto orribile scrutarvi dentro! " Allora uriel mi rispose, uno dei santi angeli che erano con me, e mi disse: " Enoch, perché provi tanta paura e timore? " Ed io risposi: " Per via di questo posto terribile, e dello spettacolo di dolore. " Ed egli mi disse: " Questo luogo è la prigione degli angeli, e qui essi verranno imprigionati per sempre. "
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