domenica 5 ottobre 2008

Capitolo XIII

Ed Enoch giunse e disse: " Azazel, tu non avrai pace: una severa sentenza è stata pronunziata, ed è stata scagliata contro di te per metterti in ceppi: e non ti sarà garantita tolleranza o petizione, a causa dell'ingiustizia che tu hai insegnato, ed a causa dei lavori di ateismo e di ingiustizia e di peccato che tu hai divulgato tra gli uomini. " Allora io giunsi e parlai loro in assemblea, e tutti erano spaventati, e paura e tremore si erano impadroniti di loro. Ed essi mi implorarono di redigere una petizione per loro perché potessero essere perdonati, e di leggere la loro petizione in presenza del Signore dei cieli. Perché da quel momento essi non poterono più parlare con Lui né levare gli occhi al cielo per la vergogna di quei peccati per i quali erano stati condannati. Allora io scrissi la loro petizione, e la preghiera a proposito dei loro spiriti e delle loro azioni individualmente e riguardo le loro richieste perché ottenessero il perdono e la lunghezza di giorni. E mi allontanai e sedetti presso le acque del Dan, nella terra di Dan, a sud dell'occidente di Hermon: e lì lessi la petizione finché non caddi addormentato. E mi accorsi che un sogno giunse a me, e visioni si rovesciarono sopra di me, ed io vidi visioni di castigo, ed una voce venne a me ingiungendomi di riferirla ai figli del cielo, e di rimprovverarli. E quando mi svegliai, io andai da loro, ed erano tutti seduti vicini in Abelsjail, che è tra il Libano e Seneser, e piangevano nascondendo i loro volti. Ed io raccontai loro tutte le visioni che avevo visto nel sonno, ed iniziai a riferire di fronte a loro le parole di giustizia, ed a rimproverare gli Osservatori celesti.

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